La revolving è una carta di credito a tutti gli effetti solo che contiene un servizio aggiuntivo che in pratica consente al portatore di avere un vero finanziamento o prestito finalizzato incorporato alla tesserino di plastica. Naturalmente come tutte le carte di credito il fine è l’acquisto di un bene o servizio. Nelle carte standard il plafond viene fissato in relazione alle esigenze del cliente tenendo però anche in debito conto il fatto che lo stesso nel mese successivo dovrà restituire pari importo e spese dello strumento in unica soluzione . Nelle revolving invece il plafond è rotativo, ossia l’emittente delibera un plafond (in genere più alto del precedente) consentendo al portatore acquisti con una restituzione dilazionata nel tempo (poniamo sui dodici mesi) il tutto postula il non sfondamento del plafond tenendo conto che il pagamento della rata consente il riempimento della disponibilità per pari importo (plafond rotativo). Attenzione ai costi di questi strumenti perché spesso non sono niente affatto di piccola entità. Innanzi tutto spesso c’è un canone annuo da versare per l’ottenimento ed il mantenimento della tessera, poi sulla dilazione si pagano interessi davvero corposi, anche perché gli importi sono di piccolo taglio e dunque obbligano l’emittente ad una gestione alquanto pesante (in ogni caso si pagano anche le spese di estratto conto, bolli, postali e la nostra banca può addebitarci anche il costo di bonifico).
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