Uno dei mutamenti che sono scaturiti dalle ultime riforme previdenziali è stato senza dubbio l’introduzione di un cd. superbonus. Questi in sostanza è stato ideato per differire nel tempo il pensionamento di anzianità e vecchiaia. Si tratta di fatto, a fronte di una promessa di mantenere inalterato fino al 2008 il sistema concepito fino dalla riforma cd. Dini, di incentivi a continuare il lavoro tesi a permettere a coloro che entro il 31/12/07 maturino, nel settore privato, i requisiti per la pensione di anzianità (35 anni di contributi e 57 anni di età) i quali possano ricevere in busta paga il controvalore dei contributi previdenziali versati all’ente di appartenenza in esenzione da ogni tipo di imposta avendo altresì la certezza dei diritti acquisiti mediante idonea certificazione. Naturalmente il mancato versamento dei contributi pur conseguendo un discreto aumento in busta e dunque nell’immediato, si traduce di fatto in un minore apporto contributivo rispetto alla prosecuzione dei versamenti. Il superbonus infatti offre una immediata capitalizzazione del risparmio ma con rendita di durata vitalizia a prestazioni proporzionalmente ridotte.
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