Prendiamo a riferimento il 2005 nel quale il rendimento garantito dal Tfr si è naturalmente incrementato del 2,5%, in linea con quella che è stata la rivalutazione degli ultimi anni. Ora vediamo che i fondi negoziali italiani nello stesso periodo sono riusciti a produrre un risultato maggiore di oltre 3 volte (performances medie). Come sappiamo il Tfr rappresenta, anche se non ufficialmente, è un indicatore di rilievo nel considerare la profittabilità dello strumento pensionistico complementare. Ebbene il risultato si commenta da solo. Naturalmente stiamo riflettendo su una dinamica davvero limitata ed anche in modo improvvido per certi versi; dobbiamo comunque evidenziare che un fondo pensione si muove con una prospettiva ultra decennale (non è azzardato dire che la politica di gestione potrebbe addirittura avere uno spettro quarantennale). Inoltre lo strumento, oltre alla capacità di produrre adeguati rendimenti, si deve muovere attraverso i binari della trasparenza, del contenimento dei costi e della ridotta volatilità (non mi basta che fai un buon risultato ad uno o tre anni, l’importante è che ne fai uno discreto ma per decenni). In sintesi per questo tipo di gestione dovrà sempre valere la regola della cautela e la conservazione degli assets in linea capitale, pertanto la gestione previdenziale complementare, anche se in varia misura, darà sempre preferenza ai titoli del reddito fisso con duration lunghe se non addirittura lunghissime, inoltre ben accolti saranno gli strumenti inflation linked.
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