Scelta tasso fisso e variabile
È evidente ad ogni richiedente un mutuo immobiliare che la scelta tra il tasso fisso ed il variabile è uno degli elementi essenziali del prestito.
Occorre valutare con attenzione alcuni aspetti che possono facilitare la scelta:
-verificare il differenziale tra il costo di un mutuo a tasso fisso e quello a tasso variabile; questo è un aspetto tra i più rilevanti ed è diretta conseguenza della curva dei rendimenti obbligazionari esistente al momento della firma contrattuale. Se la curva è ripida (ovvero c’è una certa differenza tra i tassi a breve e quelli a lungo termine) allora inevitabilmente sussisterà una corposa differenza tra i mutui fissi e variabili; se la curva è alquanto piatta (come avviene da qualche anno) allora le differenze tra i diversi tipi di tasso si accorciano;
-formulare previsioni sulle entrate del mutuatario e famiglia, a prescindere da fatto che si consiglia che la rata non superi il 35-40% del reddito netto, la dinamica delle entrate future è fondamentale per prescegliere un variabile piuttosto che un fisso in previsione a possibili incrementi di reddito, mentre nel caso di flussi di entrate stabili si preferirà il tasso fisso;
-valutare possibili entrate straordinarie in previsione di eredità, donazioni, altri fenomeni possibili (non vincite a giochi);
-valutare la propria propensione al rischio giacché è chiaro che il variabile espone a potenziali rincari (ma anche a ribassi e facoltà di estinguere anticipatamente con penali basse o nulle).
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