Il mutuo alle imprese concesso da banche o finanziarie viene oggi solitamente accomunato al finanziamento impresa, eppure tra le due formule sussisterebbe una fondamentale differenza di garanzia che per il mutuo di fatto è in genere reale con la concessione di un proprio bene fisico quale è un immobile o un pegno di titoli.
Il mutuo alle imprese può essere accordato per finalità di acquisto immobili ad uso industriale, logistico, commerciale, uffici, ovvero per disporre di macchinari aggiornati o anche per liquidità pura.
La percentuale di intervento in genere è meno alta del caso del mutuo a privati potendo intendersi per una cifra compresa tra il 50 e l’85% (insomma quasi mai si arriva al 100%) e comunque del minore tra il valore peritale e quello effettivo di compravendita.
Volendo andare a trovare ulteriori differenze con il mutuo a privati possiamo ancora aggiungere che la tipologia in discorso è praticamente sempre legata al tasso variabile con il tasso di riferimento che può muoversi secondo la congiuntura economica e un cd. spread che rappresenta il profitto dell’erogante. Si tenga conto che la garanzia reale viene sempre iscritta per un valore eccedente il mutuo (al 150 o 200%) tanto al fine di preservare il mutuante dalle spese a cui sicuramente verrebbe incontro durante tutta la genesi (talvolta molto travagliata) dell’insolvenza e della vendita ad asta del bene a garanzia.
Anche per quanto concerne le durate si ritiene che il mutuo alle imprese non debba eccedere i 15 anni ( o max 20a), dunque sono comunque minori del mutuo a privati questo perché ancor più delle vicissitudini familiari quelle societarie o aziendali possono essere turbolente e attraversare momenti innegabilmente difficili così come difficile è l’attuale nostra situazione economica, legata o meglio esposta a più da venti e marosi esterni difficili da superare.
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