Il Mutuo è un prodotto finanziario normato dal c.c. all’art. 1813 che lo definisce quale contratto in cui un mutuante concede ad un mutuatario un determinata quantità di denaro, con l’impegno per l’altro di restituire secondo dei parametri prefissati o quanto meno ricavabili nelle more dello stesso
Nel caso di erogazione a privati il classico mutuo è quello per la casa.
Si conoscono molteplici scopi che sottendono tale contratto: l’acquisto, la costruzione, la ristrutturazione, la sostituzione dell’immobile e finanche la liquidità.
Si può destinare tale denaro per l’acquisto della prima casa o per altri scopi, per immobile del tipo residenziale o turistico.
C’è inoltre da considerare il tempo che per questo tipo di contratti va dal medio termine fino al lunghissimo termine (ovvero da 5 a 40 anni).
La percentuale di intervento rispetto al valore di compravendita o di perizia in questi ultimi anni è cresciuta tanto da raggiungere e talvolta superare il 100%.
Normalmente l’atto coincide con la compravendita ed l’importo va ad essere consegnato al mutuatario in unica soluzione, ma se si tratta di ristrutturazione o ancora di più costruzione è comune utilizzare un sistema a stato avanzamento lavori.
Ciò però che è diventato davvero terreno per le più curiose architetture e il sistema dei tassi che regola l’accordo tra le parti.
Abbiamo fondamentalmente tre tipologie: fisso, misto e variabile.
Mentre sul primo il saggio d’interesse non varia durante l’ammortamento e il sistema è cd.alla francese (si restituiscono in misura crescente la quota capitale e decrescente quella dell’interesse non intaccando il saldo come detto), quello misto e quello variabile spesso e fonte di controversie e “misunderstanding” da parte del cliente che si può ritrovare con un conto finale piuttosto salato se nella spesso lunga genesi del contratto poniamo i tassi dovessero malauguratamente salire!!.
Ciò che è necessario in questi casi tenere bene a mente è l’indice di riferimento ed anche la periodicità di revisione (il primo è comunemente l’Euribor).
Ciò che può rendere meno preoccupante per l’intestatario di un mutuo la scadenza periodica è la formula del tasso misto (parte fissa e parte variabile) o quella del rinegoziabile a tot anni in modo da cautelarsi con il passaggio ad altra formula i caso di necessità.
Oggi si tende ad inventare altre formule tipo tasso variabile e durata costante, piani d’ammortamento liberi (si possono pagare delle somme più elevate ad un certo tempo o in caso di ristrettezze familiari sospendere per un certo tempo), infine sta sempre più diffondendosi il ricorso al prefinanziamento che permette al mutuatario di affrontare meglio le spese iniziali di un trasloco pagando esclusivamente una quota interessi per un certo lasso di tempo.
Le formule come si vede sono tante è unque necessario riflettere per bene quali sono le necessità, tenendo d’altra parte in debito conto che chi presta i soldi oltre a farti pagare qualunque cosa ci guadagnerà anche di più se ti consente modifiche al piano iniziale e senza contare che l’oggetto dei desideri rimane in garanzia per venti anni rinnovabili e fintanto che la storia non si è conclusa la casa non sarà mai affrancata.
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