Il mutuo a tasso misto si può paragonare ai fondi di investimento cosiddetti bilanciati mentre in questi il contenuto è parte azionario e parte obbligazionario, nel caso del misto abbiamo una parte di tasso fisso ed una parte di tasso variabile. Per realizzare il piano di ammortamento a tale scopo si prevedono il 50% del tempo con il tasso fisso e il 50% con il variabile, oppure lassi di tempo più o meno differenti tutti comunque orientati a dare al cliente un periodo nel quale non cambierà la rata ed un altro periodo soggetto a variazioni peraltro già contrattualmente descritte. Si può prescegliere questa soluzione se si vuole avere delle certezze riguardo ai costi e poi sfruttare opportunamente delle variazioni scommettendo su riduzione dei tassi. Naturalmente poiché in economia non è stata, nè mai sarà inventata la palla di vetro, tali programmi potrebbero non risultare alla prova dei fatti produttivi di vantaggi in termini di costi, tanto più che con i mutui si ragiona spesso in termini di più di qualche decina d’anni, arco di tempo nel quale ragionevolmente risulta già molto difficile fare previsioni sulla propria situazione familiare e di finanza personale figurarsi a fare previsioni macroeconomiche del tutto al di fuori della propria sfera di azione.
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