La cessione del quinto stipendio è una delle forme di finanziamento più diffusa e antica, in particolare ha avuto una seconda giovinezza dopo la riforma che ne ha esteso la operatività anche a dipendenti pubblici appartenenti a realtà aziendali private di piccola e media grandezza. Si tratta di un prestito personale non finalizzato con tasso d’interesse fisso (ma anche alquanto costoso) riservata a lavoratori dipendenti è prevista anche la estensione a pensionati se non particolarmente anziani (il prestito deve terminare arrivati al settantacinquesimo anno di età). Il finanziatore eroga la somma richiesta in una soluzione iniziale tramite assegno circolare o bonifico bancario dopo l’approvazione anche se talvolta è prevista una anticipazione a titolo di prefinanziamento. Il rimborso avviene tramite rate mensili costanti secondo il piano predefinito che vengono versate direttamente dal datore di lavoro il quale diventa una sorta di garante in quanto si impegna ad adempiere con puntualità ai rimborsi stornando la somma dalla mensilità stipendiale. Il pagamento delle rate risulta, infatti, diretto ed automatico con una trattenuta dell’importo sulla busta paga del dipendente. La quota ceduta per il rimborso rateale non può eccedere come dice lo stesso prestito un quinto dello stipendio netto. Per usufruire di questo tipo di finanziamento non occorrono ovviamente garanti del tipo fideiussori o la firma di alcuna cambiale o cointestazioni, possono inoltre sussistere protesti, ritardi nel pagamento di altri finanziamenti o addirittura pignoramenti in corso.
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