Il calcolo del mutuo è in sostanza definibile come piano di rientro o ammortamento del finanziamento ottenuto. I parametri principali nella operazione sono in sostanza il montante, il tempo da impiegarsi nella restituzione ed il costo da pagare espresso nel tasso di interesse applicato. Questo ultimo può essere sin dall’inizio noto e fisso per tutta la durata del contratto di modo che l’importo che si paga è sempre costante (anche se al suo interno il rapporto restituzione del capitale e quota interesse può di volta in volta mutare) ovvero essere in maniera più o meno accentuata, variabile, con un tasso di interesse ossia che varia a seconda dell’indice prescelto per il paragone, talché in questi casi un ulteriore elemento o parametro si insinua nel calcolo matematico, ovvero lo spread che è però è sempre uguale in quanto fissato sin dal principio dall’istituto mutuante. Quindi riassumendo il piano d’ammortamento consta di una serie di rate di varia periodicità (mensile, bimestrale, trimestrale, ecc) nel cui seno sono comprese le parti di interesse e quelle di capitale, a decorrere delle stesse aumenta la quota capitale e diminuisce quella d’interessi. E’ opportuno ricordare due altri elementi che possono entrare nei calcoli del mutuo: l’estinzione anticipata che una volta decisa dal sottoscrittore permette di cessare gli effetti del contratto versando la restante quota capitale in unica soluzione eventualmente con una maggiorazione o penale già nota per contratto e la mora, spesa aggiuntiva che viene applicata nel momento del pagamento con ritardo da parte del mutuatario (per ritardi compresi tra il 30° e il 180° giorno). |