Il decreto legislativo del 2003 in tema di riforma del lavoro ha introdotto nuove tipologie contrattuali e ridefinito schemi negoziali già esistenti nel nostro ordinamento, utili ad adattare l’organizzazione del lavoro dei soggetti a rischio di esclusione sociale, giovani, donne, anziani, secondo parametri europei. La strategia europea punta su piena occupazione, qualità e produttività sul luogo del lavoro,coesione sociale e creazione di un mercato del lavoro capace di queste finalità. La legislazione italiana mediante il citato decreto ha dunque mirato alla modernizzazione del mercato del lavoro attuando un complessivo riassetto degli strumenti normativi e di gestione aziendale, funzionali alla necessità di recuperare la perduta competitività e creazione di nuove opportunità e profili professionali e occupazionali. Dunque si è tipizzato tutte le forme di rapporto lavorativo garantendo maggiori certezze alle imprese sulla base di adeguate interpretazioni dottrinarie e giurisprudenziali, maggiore liberta organizzativa alle stesse con contestuale rafforzamento delle tutele dei lavoratori e previsioni di regimi sanzionatori per reprimere comportamenti irregolari dei datori di lavoro.
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