Il lavoro nel settore primario, pur se ha assunto da oltre 30 anni una importanza minore rispetto agli altri settori produttivi merita di essere ricordato anche perché comprende svariate fattispecie. Intanto si qualifica come lavoro svolto nel settore della produzione, raccolta e prima trasformazione del prodotto agricolo. Il lavoro subordinato ricadente nel primario riveste la forma di chi si obbliga ad effettuare lavori manuali o intellettuali legati all’agricoltura. Il datore deve invece accreditarsi specificamente come imprenditore agricolo. Ritornando ai subordinati, anche nel settore esistono dirigenti, impiegati (di concetto e d’ordine), operai (divisi tra salariati fissi braccianti). C’è una sostanziale differenza tra contratto di lavoro subordinato nell’agricoltura e contratti agrari che pure danno luogo a rapporti di lavoro ma di tipo commutativo, come nel caso di affitto di fondi e affitto al coltivatore diretto o associativo (mezzadria, colonia parziaria, soccida). Non mancano comunque contratti atipici pure nella contrattualistica agraria che spesso presentano notevole difficoltà di recepimento in quanto a qualificazione se subordinata o autonoma.
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