Il coadiuvante in impresa familiare è un soggetto che in qualità di familiare presta in modo continuativo la propria attività di lavoro in seno all’azienda appartenente a coniuge o parenti fino al terzo grado ovvero affini sino al secondo. L’istituto della impresa familiare è stato introdotto nelle more della riforma del diritto di famiglia, non rappresenterebbe una altro tipo di società ne una forma associativa, in quanto l’esercizio imprenditoriale rimane in ambito individuale, tuttavia si caratterizza per il legame parentale che lega il/i collaboratori del titolare. Si badi che insieme all’affermasi dei principi della continuità e del legame di sangue il legislatore a voluto anche sottolineare, rompendo i precedenti schemi, la non gratuità del vincolo, pur se il rapporto mantiene il carattere residuale in quanto andrebbe diversamente ad inquadrarsi, in un più giusto concetto, nella subordinazione o nella società di fatto. Diversamente il familiare matura nei confronti dell’imprenditore un diritto al mantenimento, alla partecipazioni agli utili e agli incrementi aziendali in relazione al grado di partecipazione. Dunque sorge un diritto di credito e partecipazione ma non una comunione di beni. Infine esiste un diritto di cogestione in relazioni a particolari rilevanti decisioni che tuttavia non impediscono all’imprenditore di procedere secondo la propria idea in quanto in capo a egli rimane l’intera responsabilità delle azioni poste in essere.
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