Il carnet di buoni corrispondenti alla retribuzione da applicare in sede di prestazione accessoria è una vera novità in un mondo nel quale talvolta esiste una netta cesura tra lavoro, retribuzione e tutela della sicurezza, previdenza e fisco. Specie, infatti, nelle tipiche fattispecie governate dal lavoro accessorio si celano abusi ed evasioni fiscali che il nostro legislatore ha voluto giustamente delimitare affinché non ci possano essere scusanti da parte di nessuno sulla possibilità di applicare regole elastiche ma anche fattivamente normate, con specifiche tutele almeno previdenziali e assicurative. Premesso che la procedura è ancora in via sperimentale si prevede che le persone che desiderano accedere a tale tipologia lo possono comunicare la loro disponibilità alle strutture preposte (Servizi per l’impiego). Si prevede poi la ricezione da parte degli offerenti di una tessera magnetica che ne individua la loro posizione (una sorta di libretto di lavoro elettronico). I datori interessati a tali forme possono acquistare presso concessionari abilitati il carnet in parola del valore di 10€ con il quale pagheranno il lavoratore. Il buono è lordo in quanto il 25% del valore andrà a remunerare l’Inps (gestione separata) e l’Inail ed il concessionario del servizio. Come previsto non esiste trattenuta fiscale.
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