In tema di locazione di spazi immobiliari a terzi per un utilizzo commerciale parliamo di antenne, in quanto ci riferiamo essenzialmente ad aree urbane, senza dimenticare che analoghe questioni si possono avere per lo spazio di suoli nel caso di elettrodotti o cabine di trasformazione ad esempio. L’esigenza di mettere a rendita degli spazi proviene dalla forte domanda di siti dove ad esempio i gestori di telefonia mobile intendono erigere delle antenne per migliorare la ricezione delle loro linee. In genere ci troviamo di fronte a privati o condomini che possono fittare degli spazi idonei che in genere si trovano su tetti o lastrici solari, terrazzi, giardini. Si utilizza per consuetudine una formula contrattuale che in tema di durata ricalca quella commerciale a 9 anni. Diciamo che se è un condominio a formulare l’ipotesi di accettare una proposta deve decidere a maggioranza semplice a meno che non siano previsti radicali interventi sulle parti comuni (nel qual caso devono essere tutti d’accordo). Si badi che non esiste il divieto di erigere antenne di radio trasmissioni, nel senso che se un regolamento lo impedisse questo sarebbe nullo e pertanto il fatto che un unico proprietario o costruttore di fabbricato si trattenga un piccolo pezzo di stabile per guadagnarci un buon fitto basta che lo citi nel contratto di compravendita delle singole unità a abitative per essere un comportamento perfettamente lecito. Ovviamente l’installatore e per esso il gestore, deve garantire valori elettromagnetici nella norma senza mai superare le soglie previste dalla legge 36/01 che prevede 6 V/m come limite di campo elettrico per metro quadro.
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