La cambiale finanziaria è uno strumento regolato inizialmente dalla l. 43/94. Con essa si consente alle imprese diverse dalle banche di raccogliere risparmio tra il pubblico. E’ assoggettata ad imposta di bollo che grava, però, sul traente, in relazione al valore di emissione del titolo in ragione dello 0,1 per mille. Si tratta di titoli di credito all’ordine emessi in serie con scadenze a breve ovvero comprese tra i tre e dodici mesi, con tagli minimi di circa 50.000€, girabili esclusivamente con la clausola “senza garanzia”, devono contenere l’indicazione cambiale finanziaria e l’ammontare dei proventi pattuiti. Valgono per le cambiali finanziarie tutte le prescrizioni delle cambiali ordinarie in tema di redazione del titolo. Sono considerate valori mobiliari, possono essere negoziate in un mercato regolamentato o da altre società in utile da almeno tre anni e con adeguata polizza a copertura di almeno metà del valore dell’importo di emissione. In ogni caso l’ammontare raccolto con questo tipo di strumento e con emissione di obbligazioni non può superare due volte l’ammontare del capitale versato e riserve. Gli interessi sono decurtati alla fonte dalla solita imposta del 12,5% (operata dall’emittente a titolo di acconto o di imposta secondo i casi).
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