Il risparmio può essere definito semplicemente come reddito non utilizzato per spese correnti. Riguardo ai settori istituzionali sono risparmio: il reddito non consumato dalle famiglie, gli utili delle imprese se non distribuiti, le entrati eccedenti le uscite nella p.a.
L’analisi economica studia le decisioni che determinano nell’individuo il bisogno di risparmiare le decisioni di investire quanto accantonato, il risparmio e lo sviluppo economico dei paesi.
Secondo Keynes la propensione al risparmio e funzione del reddito reale o disponibile dunque il reddito che rimane nelle mani delle famiglie dopo che sono state pagate le tasse e ricevuti i trasferimenti dal settore pubblico (indennità, pensioni e simili). Si è tuttavia riconosciuto anche l’importanza per il risparmio e le decisioni di investimento in relazione alle condizioni di mercato alle quali è possibile scambiare beni presenti contro beni futuri e inoltre altro fondamentale fattore il saggio di interesse riconosciuto da istituzioni, enti sopranazionali e aziende. Tra le motivazioni più di ordine soggettivo ricordiamo che il risparmio asseconda l’esigenza di costruire una riserva per fronteggiare situazioni imprevedibili o anche previste nel futuro e tali comunque da far conseguire una migliore indipendenza economica, nonché infine il desiderio tutto umano di accrescere oltre che possedere ricchezza anche per lasciarla ai posteri.
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