Se insorgono controversie con il proprio istituto di credito, il cliente (cittadino, impresa) conviene che esponga le proprie ragioni per iscritto presso l’ufficio reclami, si ha due anni di tempo e la risposta dovrebbe essere data entro massimo tre mesi. Se non si ottiene risposta o se questa la si giudica insoddisfacente, meglio rivolgersi all’Ombudsman facendolo entro 365 giorni dall’evento negativo, l’organismo è stato creato proprio per risolvere gratuitamente liti tra utenti e istituti finanziari. I limiti delle questioni trattabili arrivano sino a 50.000€ e ovviamente tutti possono agire se ritengono lese le proprie ragioni (imprese, commercianti, professionisti, ecc.). Se anche questo tentativo non si ritiene che vada a buon fine, rimane ancora la strada del Collegio arbitrale rispetto a quella dell’Autorità giudiziaria per far valere le proprie ragioni (o anche se l’importo in questione fosse più consistente) con l’avvertenza tuttavia di farsi innanzitutto consigliare e poi assistere da un buon avvocato, buona fortuna.
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