Il conto corrente di corrispondenza è una figura normata anche autonomamente rispetto al conto corrente bancario in quanto è un contratto che innanzi tutto può essere attivato anche con un ente differente quale sono le Poste e poi perché in effetti delimita il suo raggio di azione per il mandante (l’istituto) di compiere per suo conto e dietro specifico ordine pagamenti quali assegni tratti dal correntista sulla banca, di cambiali domiciliate, di fatture, imposte, bollette, di operazioni effettuate per giroconto, oltre che riscossioni: assegni, cambiali, interessi o dividendi su titoli depositati in amministrazione, fornendo un servizio specifico di cassa. Il conto di regola viene regolato trimestralmente o a fine anno e il saldo è riportato a nuovo. Il documento che individua queste transazioni è l’estratto conto che si intende specificamente approvato qualora non venga contestato entro 60 gg. dalla ricezione o impugnato entro sei mesi per evidenti errori di scritturazione o altro (omissioni, duplicazioni).
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