Le commodities possono rivelarsi un utile strumento per il risparmiatore alla ricerca della massima diversificazione del proprio denaro, capace peraltro di offrire diverse opportunità di buoni rendimenti su beni cd rifugio quale è storicamente l’oro o altri metalli e leghe ed altresì materie di base prima fra tutti il petrolio.
Alla base della giustificazione di investire in commodities c’è un concetto senza dubbio sensato, poiché si tratta di un bene fisico che nel corso dei secoli è sempre occorso all’essere umano il suo valore non si potrà mai del tutto azzerare (cosa che invece potrebbe malauguratamente succedere per un titolo). In generale nelle commodities considerazioni quali stagionalità, condizioni metereologiche, fattori geo-politici possono avere una grande rilevanza nello stabilimento delle quotazioni. Attenzione perché in ogni caso si tratta di futures quelli che vengono quotati nelle borse che hanno questo tipo di listino (si pensi alla IPE di Londra o al Nymex di New York). In Italia per accedere a questi mercati lo si può fare solo con il concorso di un valido intermediario e calcolare che un futrures per la sua natura di derivato produce un effetto moltiplicatore sui guadagni e anche sulle perdite. C’è comunque da rilevare per semplificare la vita al piccolo risparmiatore e consentirgli una più ampia diversificazione la presenza di fondi di investimento che operano nelle risorse di base, materie prime, energia, food. Altre possibilità indirette sono l’acquisto di ETF, CW, certificati su indici, o addirittura acquistare fisicamente il bene (ovviamente l’oro o l’argento e poco altro!).
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