Tra i mille trabocchetti che un conto corrente può portare con se, esiste uno di cui si ha una percezione modesta, finché non lo si prova sulla propria… tasca. Parliamo della commissione di massimo scoperto che è legata anche al fido in conto corrente e in ogni modo al tasso debitore. Essa si concretizza in una percentuale variabile (0,5 – 1%) trimestrale che la banca addebita in aggiunta agli interessi sopra detti, secondo criteri personalizzati e dunque da contrattare. Si applica ogni qual volta si finisce in rosso e tecnicamente avviene sul massimo saldo debitore che si è raggiunto per ogni trimestre, anche se talvolta si consente il rientro in tempi brevi senza applicazione di questa specie di mora, se non per la durata effettiva del rosso. Si badi, infine, che l’applicazione della commissione è indipendente dal prelievo provvigionale che la banca, lo stesso, effettua sulle operazioni compiute a rientro, da parte del titolare del rapporto.
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