Il calcolo degli interessi su un conto di corrispondenza avviene secondo un metodo detto a scalare con procedimento amburghese ovvero con la possibilità di applicare tassi diversi ai saldi debitori e creditori. In concreto si procede compilando una scheda di movimento, la quale registra operazioni di deposito, bonifico, prelevamento, pagamento a favore di terzi, ecc, nell’ordine cronologico in cui si verificano gli eventi. La scheda attribuisce alla operazione una valuta ossia una data (attenzione questa non coincide necessariamente con la materiale operazione), a partire dalla quale l’operazione stessa si considera produttiva di interessi. A fine anno o al termine di un periodo convenuto (tipo trimestre) si riordinano le operazioni per valuta e si compila un conteggio in forma cronologica scalare (detto staffa), in cui ogni operazione viene sommata algebricamente al saldo precedente (dunque con segno + o -), mentre il nuovo saldo così ottenuto riceve la valuta della operazione stessa. Gli interessi vengono calcolati su ciascun saldo proporzionalmente ai giorni durante i quali è rimasto in essere, cioè dalla sua valuta alla operazione seguente. Infine interessi debitori e creditori si sommano sempre algebricamente e il netto viene fatto figurare nella scheda subito dopo il saldo che inaugura un nuovo periodo e così via. Nota bene che il calcolo degli interessi su ogni saldo nella staffa non viene riproposto di volta in volta si limita al prodotto di esso per i giorni di valuta. Tale prodotto è diviso per 100 (numero). Sul totale dei numeri dare e avere si calcolano gli interessi debitori o creditori moltiplicandoli per i tassi assegnati.
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