Il fai da te richiede passaggi formali con controlli che altrimenti andrebbero effettuati dalla agenzia. La prima cosa da fare (a qualunque stadio ci si trovi, meglio ancora se siamo ancora nella fase anteriore alla proposta, ma sicuramente prima del preliminare) è recarsi al Catasto e chiedere la visura catastale per avere un quadro generale del bene. Se la planimetria dovesse risultare difforme bisogna verificare se fu chiesta autorizzazione per i lavori o se fu fatto il condono, lo stesso vale per le opere interne (Dia). Al registro immobiliare va fatta verifica della proprietà e se esistono ipoteche o usufrutti. Altra tappa è all’Ufficio tecnico del comune per verificare che la casa sia in regola con la normativa edilizia e urbanistica, in particolare in merito vincolo o previsioni di uso specifico come piani per la edilizia economica o convenzionata. Attenzione, perché un edificio costruito abusivamente e mai condonato non può essere soggetto a transazione commerciale, qualunque contratto sarebbe nullo. Per evitare di pagare spese per conto di altri verificare con lo amministratore se vi sono arretrati ed in particolare se sono stati previsti nello immediato futuro importanti opere di ripristino o ristrutturazione alle parti comuni, farsi dare il regolamento condominiale. Nel caso l immobile è occupato da inquilino verificare che sul contratto la cosa sia riportata e se lo immobile deve essere liberato, un preciso impegno che questa avvenga in fase anteriore dalla redazione del compromesso. Accertarsi che i documenti riportano la firma di tutti i proprietari e coniugi in caso di comunione (specie del contratto di vendita).
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