Il diritto all’abitazione è una espressione contenuta nel nostro ordinamento primario, ovvero la Costituzione della Repubblica al fine di indicare la aspettativa, o, secondo taluni, il diritto dei cittadini a disporre di una abitazione dignitosa. La normativa costituzionalmente si ricollega al diritto di proprietà e la governo del territorio (urbanistica, edilizia popolare, ecc.). I provvedimenti che si sono presi nel corso degli ultimi decenni sono stati molto numerosi (alcuni anche efficaci) ma in generale oggi il precetto continua in parte ad essere disatteso. In generale in tema di intervento pubblico a favore della casa distinguiamo la edilizia sovvenzionata, che si adopera per la costruzione di case popolari da assegnare a fasce di popolazioni aventi determinate caratteristiche e comunque sono tra le meno abbienti, edilizia agevolata, attraverso la quale si predispongono, attraverso istituti di credito convenzionati, la concessione di mutui agevolati a basso interesse, ad imprese private che costituiscono per sè (in genere sotto forma di cooperative) o per altri, immobili ad uso abitativo, da questo può discendere anche la formula della edilizia convenzionata sulla base di accordi di livello più ampio che prevedono la lottizzazione di spazi di un certo rilievo, ossia il recupero di intere aree urbane. Vi è da aggiungere infine che anche a livello di enti territoriali regionali o comunali sono state in questi ultimi anni approvati bandi che permettevano a determinate fasce di popolazione residenti sul territorio agevolazioni di tipo finanziario all’acquisto delle immobile e la spinta è stata motivata da questioni più locali.
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