Gli operatori di borsa giornalmente si scambiano un grossa mole di titoli, il tutto oggi avviene con la completa dematerializzazione dei documenti,ovvero a mezzo sistemi operativi telematici.
D’altra parte la mole di lavoro è notevole se si pensa che la media delle operazioni svolte equivale a oltre tre miliardi di euro in titoli giornalieri.
Come è noto per titoli di borsa si intendono tutti quegli strumenti (azionari, obbligazionari, derivati) che possono venire scambiati liberamente sulla piazza nella quale si presceglie di operare ed è altresì noto che numerose sono le piattaforme nelle quali si muovono i titoli, alcune delle quali privilegiando ad esempio le obbligazioni di stato, altre le obbligazioni corporate o convertibili, altre ancora i warrant o le azioni per la parte flottante liberamente scambiabile.
La segmentazione dei mercati sulla base dei titoli in essi liberamente scambiabile inoltre si identifica anche dal fatto che le società per azioni decidono di quotarsi in differenti momenti del loro ciclo vita, per cui differenti mercati sono nati proprio per assecondare a queste esigenze.
Dunque la motivazione per la quale esistono diversi segmenti del mercato nel quale le aziende si collocano sta proprio in questo (oltre che ovviamente alla tipica natura del documento di cui si parla se è azione ovvero obbligazione) e così in Italia sono nati affianco ai listini principali ad esempio il mercato Star nel quale sono contenuti i titoli di società cd. small e/o mid cap, o ancora il Tech-star dove ci sono società giovani per lo più operanti nel settore delle tecnologie avanzate.
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