Quando si parla del mercato telematico di borsa si intende il network di strumenti informatici che dialogano tra loro scambiandosi appunto gli ordini di acquisto e vendite dei titoli in essa trattati. Quest’attività che finisce con essere rappresentata dalla quotazione di borsa avviene in ogni istituzione sparsa per il mondo in modo continuo durante le ore di apertura (ma anche nel cd. “after hours”, in modo da non fermarsi mai!!). Gli intermediari, a cui abbiamo visto gli investitori danno mandato alla negoziazione, immettono le proposte che si concretizzano in un certo numero di azioni da compravendere e nel prezzo così che le quotazioni non fanno altro che interpretare il “sentiment” del momento, che poi viene rappresentato in due bestie che ben conosciamo in quanto sono un monumento nazionale degli Stati Uniti, l’orso e il toro (bear e bull per dirlo nella loro lingua). Ritornando al telematico, l’operazione di compravendita si svolge a favore di chi per primo accetta l’acquisto a date condizioni, ovvero nel momento in cui il cervellone riesce a individuare due soggetti con i quali è possibile svolgere l’operazione. Da qui ne consegue che le quotazioni ufficiali (queste a fine giornata) riflettono una media di tutti i prezzi a cui sono state scambiati i titoli, in effetti è un’indicazione che seppur priva di efficacia concreta ne vuol rappresentare il cd. trend. Si noti che una quotazione di un titolo in genere riporta due voci quello “di riferimento” e quello “ufficiale”, del primo in particolare è bene sapere che è quello trattato in media nell’ultimo 10% del tutto in quella determinata giornata, insomma anche questa quotazione vuole in un certo senso essere di natura tendenziale, ossia della capacità del titolo di performare in positivo o di aver preso una tendenza alla diminuzione del suo valore unitario.
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