La modalità di gestione diversificata dei titoli in possesso al risparmiatore o gestore intende essenzialmente ridurre la variabilità dei rendimenti osservati. I rendimenti dei diversi titoli azionari o delle attività finanziarie in genere, presentano diversi livelli di correlazione. Di conseguenza tenere insieme titoli di diversa provenienza (geografico – settoriale – di stile-di dimensione) può in qualche modo attenuare le variazioni dei possibili rendimenti. Tanto superiori agli indici quanto inferiori essi possono risultare mediamente meno volatili di un portafoglio concentrato. Ovviamente la diversificazione tende a muoversi con la correlazione in modo asincrono, minore infatti è la correlazione più favorevole è l’effetto della diversificazione nel ridurre la variabilità del rendimento (misurata dallo scarto quadratico medio). Ciò è tanto più positivo in quanto si prescinde dalla singola rischiosità del titolo comunque posseduto. Ad una diversificazione massima in effetti si assocerebbe una totale decorrelazione e annullamento dei rischi del portafoglio. In realtà i rendimenti sono sempre, anche se solo in parte, correlati fra loro (anzi a ben vedere con il fenomeno della globalizzazione la correlazione è parimenti cresciuta) e dunque la diversificazione, pur consentendo una adeguata diminuzione dei rischi, deve portare l’operatore a considerare il rischio sistematico dell’investimento insito in qualunque portafoglio e i maggiori costi di gestioni indotti dalla ricerca di assoluta diversificazione.
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